Alunni Stranieri


PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

DI RECENTE IMMIGRAZIONE

 

PREMESSA

1. FINALITA'

2. CONTENUTI

3. LA COMMISSIONE ACCOGLIENZA E INTERCULTURA

4. PRIMA FASE DI ACCOGLIENZA

4.a Domanda di iscrizione

4.b Colloqui con genitori e alunno

4.c Approfondimento della conoscenza

5. INSERIMENTO DEGLI ALUNNI NELLE CLASSI

5.a Proposta di assegnazione alla classe

5.b Scelta della sezione

6. INDICAZIONI AI CONSIGLI DI CLASSE

6.a Prima accoglienza nella classe

6.b Compiti del Consiglio di Classe

6.c Strumenti e risorse

7. LA VALUTAZIONE

7.a I principali riferimenti normativi

7.b Criteri per la valutazione

7.c Criteri per la valutazione delle prove d'esame di licenza media

8. ALLEGATI

PREMESSA

Questo documento intende presentare un modello di accoglienza che illustri una modalità corretta e pianificata, con la quale affrontare e facilitare l'inserimento scolastico degli alunni stranieri di recente immigrazione, in particolare di quelli che si iscrivono ad anno scolastico iniziato.

Tale documento può essere considerato un punto di partenza comune all'interno del percorso dei vari Consigli di Classe.

Il protocollo è opera del lavoro della Commissione Accoglienza e Intercultura dell'Istituto ed è stato deliberato dal Collegio dei Docenti del

Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro e come tale può essere integrato e rivisto sulla base delle esigenze e delle risorse della scuola.

1. FINALITA'

Attraverso le indicazioni contenute nel Protocollo di Accoglienza, il Collegio dei Docenti si propone di:

- definire pratiche condivise all'interno dell'Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri;

- facilitare l'ingresso a scuola dei ragazzi stranieri e sostenerli nella fase d'adattamento al nuovo ambiente;

- entrare in relazione con la famiglia immigrata;

- favorire un clima d'accoglienza nella scuola;

- costruire nella scuola un contesto favorevole all'incontro con le altre culture e con la storia di ogni bambino;

- promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuola e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

2. CONTENUTI

Il Protocollo di Accoglienza:

- prevede la costituzione di una Commissione Accoglienza e Intercultura;

- contiene criteri e indicazioni riguardanti l'iscrizione e l'inserimento a scuola degli alunni stranieri;

- traccia fasi e modalità dell'accoglienza a scuola, definendo compiti e ruoli degli operatori scolastici e di coloro che partecipano a tale processo;

- propone modalità di interventi per l'apprendimento della lingua italiana e dei contenuti curricolari;

- contiene linee guida per la programmazione personalizzata e la valutazione per ogni disciplina.

3. LA COMMISSIONE ACCOGLIENZA E INTERCULTURA

La Commissione Accoglienza e Intercultura è formata:

- dal Dirigente Scolastico;

- dal docente Funzione Strumentale e Coordinatore del Progetto Stranieri;

- da docenti nominati dal Collegio ad inizio d'anno.

Ha il compito di seguire le varie fasi dell'inserimento degli alunni stranieri di recente immigrazione a partire dal momento della richiesta di iscrizione alla scuola.

Predispone colloqui iniziali con la famiglia. La Commissione Accoglienza, sempre in collaborazione con i Consigli di Classe, si occuperà in particolare delle attività destinate agli alunni stranieri, delle difficoltà da loro incontrate e dei risultati ottenuti.

tabella 1

prima fase di accoglienza

 

5. INSERIMENTO DEGLI ALUNNI NELLE CLASSI

5.a Proposta di assegnazione alla classe

La Commissione Accoglienza e Intercultura, tenuto conto delle disposizioni legislative (vedi nota 1), delle informazioni raccolte tramite il colloquio con i genitori e con l'alunno, propone l'assegnazione alla classe.

È opportuno tenere conto che l'inserimento in una classe di coetanei, che appare la scelta da privilegiare, consente al neoarrivato:

- di instaurare rapporti più significativi, "alla pari" con i nuovi compagni;

- di evitare un pesante ritardo scolastico;

- di ridurre il rischio di dispersione scolastica.

Nota 1 NORMATIVA PER L'INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI

L' inserimento scolastico dei ragazzi stranieri avviene sulla base della Lg. 40 del 1998 sull'immigrazione straniera in Italia e sul D.P.R. 394 del novembre 1999.

Tale normativa sancisce che:

- tutti i minori stranieri, sia regolari che non, hanno il diritto dovere dell'inserimento scolastico;

- l'iscrizione dei minori stranieri...può essere richiesta in un qualunque periodo dell'anno scolastico;

-  i minori devono essere iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il Collegio dei Docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto di:

- ordinamento degli studi del paese di provenienza (con l'iscrizione alla classe immediatamente superiore o immediatamente inferiore);

- competenza, abilità e livelli di preparazione dell'alunno;

- corso di studi svolto;

- titolo di studio posseduto.

5.b Scelta della sezione

La Commissione Accoglienza e Intercultura, sentito il parere di un docente della Formazione Classi e del Dirigente scolastico, valuta poi tutte le informazioni utili sulle classi in un'ottica che supera il criterio numerico e che tiene conto anche di altri fattori utili ad individuare non solo in quale situazione l'alunno starà meglio, ma anche quale sarà la classe, che per le sue caratteristiche, potrebbe trarre beneficio da questo inserimento.

Saranno presi in considerazione:

- i criteri di rilevazione della complessità delle classi (vedi scheda allegata);

- la presenza nella classe di altri alunni provenienti dallo stesso paese;

- la ripartizione degli alunni nelle classi, evitando la costituzione di sezioni con predominanza di alunni stranieri, specialmente se provenienti tutti dallo stesso paese.

6. INDICAZIONI AI CONSIGLI DI CLASSE

6.a Prima accoglienza nella classe

Si sottolinea l'importanza della prima accoglienza di un alunno straniero nella classe, specialmente se arriva in corso d'anno, al fine di creare rapporti di collaborazione da parte dei compagni in modo che si sentano anch'essi coinvolti nell'accoglienza.

- L'insegnante coordinatore, preventivamente contattato da un membro della Commissione Accoglienza e Intercultura, provvede ad informare il Consiglio di Classe del nuovo inserimento.

- L'insegnante in servizio accoglie il nuovo alunno e lo presenta alla classe.

- I ragazzi e gli insegnanti cercheranno di trovare forme di comunicazione e modi per facilitare l'inserimento: l'importante è avere un atteggiamento di disponibilità così da far sentire da subito il nuovo alunno parte della classe.

6.b Compiti del Consiglio di Classe

- Favorire l'integrazione nella classe del nuovo alunno, rispettando il tempo del silenzio che può essere di durata differente a seconda dell'alunno.

- Individuare modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina da usare appena l'alunno acquisisce una minima conoscenza dell'italiano.

- Prendere informazioni sui percorsi di alfabetizzazione o consolidamento linguistico che potranno essere attuati sulla base delle risorse disponibili in orario scolastico ed extrascolastico.

- Prevedere la possibilità di uscita dal gruppo classe anche in orario curriculare.

- Mantenere i contatti con i docenti che seguono l'alunno nelle attività di alfabetizzazione o di facilitazione linguistica e culturale.

6.c Strumenti e risorse

Già da anni sono stati attivati corsi di alfabetizzazione tenuti da un insegnante facilitatore linguistico, corsi di facilitazione linguistica e culturale tenuti da insegnanti della scuola.

I docenti delle classi con alunni stranieri devono attivarsi per reperire materiale e sussidi didattici adatti: testi semplificati di argomenti di varie discipline, esercitazioni, schede, dizionari bilingue, testi di narrativa. Tutto il materiale è conservato nell'aula arcobaleno.

7. LA VALUTAZIONE

7.a I principali riferimenti normativi

C.M. n° 301 08/09/89 programmazione

La programmazione didattica è fattore determinante nelle attività di insegnamento. Ove nella classe siano presenti alunni appartenenti a diversa etnia, la programmazione didattica generale sarà integrata con progetti specifici che disegnino percorsi individuali di apprendimento, definiti sulla base delle condizioni di partenza e degli obiettivi che si ritiene possano essere conseguiti da ciascuno di quegli alunni.

C.M. n° 205 26/07/90 strategie

Si impiegheranno pertanto le opportune strategie (es. formazione di gruppi, laboratori) e le risorse disponibili (...) con interventi specifici di consolidamento linguistico, in un clima di apertura interculturale.

C.M. n° 73 02/03/94 la qualità del progetto

L'insegnamento linguistico, peraltro, richiede una progettazione didattica specifica in relazione alle singole situazioni di bilinguismo nel contesto dei programmi di educazione linguistica rivolti alla totalità degli alunni.

Per la scuola media, "scuola di tutti e di ciascuno", valgono le indicazioni sulla individualizzazione degli itinerari di apprendimento presenti nella Premessa generale dei programmi di insegnamento e sulla possibilità di prevedere (...) attività di integrazione.

D.P.R. n° 394 art.45,4 31/08/99 offerta formativa e alunni stranieri

Il Collegio dei Docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per facilitare l'apprendimento della lingua italiana (...). Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana possono essere realizzate altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa.

7.b Criteri per la valutazione

Si rammenta, in questo contesto, quanto stabilito da J. CUMMINS e ripreso nei suoi studi da G. FAVARO: l'alunno non italofono impiega fino a due anni per superare le difficoltà legate alla lingua per la comunicazione interpersonale (BICS=Basic Interpersonal Communications Skills, abilità comunicative interpersonali di base), mentre l'apprendimento della lingua accademica dello studio dei concetti richiederebbe fino a cinque anni (CALP= Cognitive Academic Language Proficiency, abilità linguistica cognitivo-accademica).

(cfr. AA.VV., Imparare l'italiano, imparare in italiano, a cura di G. Favaro, Milano, Edizioni Guerini , 1999, p. 27 sgg.)

- Sarà cura dei Consigli di Classe operare affinché gli alunni stranieri di recente immigrazione che hanno una conoscenza più o meno limitata della lingua italiana e che dunque partono da una evidente situazione di svantaggio possano avere una valutazione, almeno nelle materie pratiche come Educazione Fisica, Ed. Musicale, Ed. Artistica, Ed. Tecnica e per gli aspetti meno legati alla lingua.

Nelle materie i cui contenuti sono più discorsivi e presentano maggiori difficoltà a livello linguistico, qualora alla fine del primo quadrimestre gli alunni non abbiano raggiunto competenze linguistiche sufficienti ad affrontare l'apprendimento di contenuti anche semplificati, è possibile non esprimere la valutazione sulla scheda, spiegandone poi le motivazioni a verbale e alla famiglia.

- Il Consiglio di Classe potrà prevedere un percorso personalizzato che contempli la temporanea esclusione dal curricolo di alcune discipline che presuppongono una più specifica competenza linguistica. Verranno predisposte attività di alfabetizzazione o di facilitazione linguistica e culturale. Ne consegue che tali discipline non verranno valutate.

È necessario che gli alunni stranieri di recente immigrazione vengano introdotti con

equilibrata successione all'apprendimento di altre lingue.

- Il lavoro svolto dagli alunni nei corsi di alfabetizzazione o di facilitazione linguistica e culturale diventa parte integrante della valutazione di italiano, intesa come materia curriculare, o anche di altre discipline.

L'attività di alfabetizzazione, come anche il lavoro sui contenuti disciplinari, sarà oggetto di

verifiche orali e scritte predisposte dai docenti dei corsi di alfabetizzazione e di facilitazione

linguistica e culturale e concordate con l'insegnante curriculare.

- Quando sarà possibile affrontare i contenuti delle discipline curriculari, essi dovranno essere opportunamente selezionati, individuando i nuclei tematici irrinunciabili, e semplificati in modo da permettere almeno il raggiungimento degli obiettivi previsti nel percorso personalizzato.

- Nel caso che gli alunni stranieri abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese o francese), essa, almeno in un primo tempo, potrà essere utilizzata come lingua veicolare per l'acquisizione dei contenuti e l'esposizione degli stessi, previa la predisposizione di opportuni materiali.

Si ricorda che per tutti gli alunni, e quindi anche per gli alunni stranieri, la valutazione sommativa non può essere la semplice media delle misurazioni rilevate con le varie prove, ma deve tener conto del raggiungimento degli obiettivi trasversali che sono comunque disciplinari, quali impegno, partecipazione; progressione nell'apprendimento ed eventuali condizioni di disagio. Per la valutazione degli alunni stranieri inoltre è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell'italiano come L2.

In questo contesto si privilegia la valutazione formativa rispetto a quella "certificativa" e si prendono in considerazione il percorso dell'alunno, i passi realizzati, gli obiettivi possibili e soprattutto le potenzialità di apprendimento dimostrate .

In particolare, nel momento in cui si decide il passaggio o meno da una classe all'altra o da un grado scolastico al successivo, occorre fare riferimento a una pluralità di elementi fra cui non può mancare una previsione di sviluppo dell'alunno.

Nella valutazione i Consigli di Classe considerano:

- la situazione di partenza;

- i giudizi analitici per disciplina e le valutazioni espresse nel corso dell'anno sul livello globale di maturazione, con riguardo anche ad attitudini e capacità dimostrate;

- la verifica dei progressi ottenuti rispetto alla situazione di partenza;

- il conseguimento degli obiettivi previsti dalla programmazione individualizzata.

7.c Criteri per la valutazione delle prove d'esame di licenza media

In riferimento alla definizione dei criteri delle prove d'esame di licenza media e per la conduzione del colloquio relativamente ad alunni stranieri destinatari di percorsi di apprendimento individualizzati, il Collegio dei Docenti propone di:

- indicare criteri di valutazione delle prove coerenti con gli obiettivi fissati nelle programmazioni individualizzate;

- somministrare prove ad incremento progressivo di difficoltà;

- condurre il colloquio d'esame tenendo conto del percorso svolto nelle attività di alfabetizzazione e di facilitazione linguistica e culturale e in ogni altra attività integrativa del curricolo.

Sulla base di quanto previsto dall'O.M. n° 90 del 21/05/2001, la cui validità è stata ribadita dalla O.M. n° 56 del 23/05/2002, i Consigli di Classe prendono in considerazione i seguenti aspetti:

- il giudizio finale tiene conto dei giudizi analitici per disciplina e delle valutazioni espresse nel corso dell'anno sul livello globale di maturazione, con riguardo anche alle capacità e attitudini dimostrate (art. 9, 3).

- È data facoltà di formulare tracce diverse per ciascuna classe terza, su proposta motivata dei rispettivi professori ed approvata dalla commissione nella seduta preliminare (art. 9, 31).

- I Consigli di Classe sono tenuti a considerare l'indispensabile coerenza tra l'itinerario didattico percorso e lo sbocco finale nell'esame di licenza (art. 11, 1).

- Gli esami di licenza di scuola media non sono validi se manchi anche una sola delle prove scritte o il colloquio pluridisciplinare. Negli esami di licenza media le prove scritte non hanno carattere eliminatorio rispetto alle prove orali (art. 11,5).